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domenica 15 giugno 2008

GREEN DAY- "DOOKIE" (1994)


1994, il mondo è scosso, triste, incazzato nero. E’ morto una delle grandi icone rock della storia della musica, Kurt Cobain. Ed è proprio in questo clima, che per risollevare gli animi della gente che ha passato una vita ad ascoltare e suonare Nirvana, Gun’s’n’Roses, Ramones e Sex Pistols esce “Dookie”. La copertina dice tutto, i Green Day vogliono uscire da quella realtà allo sbando, quasi esplodendo da quella mischia di persone rappresentate. Questo è il terzo disco della band californiana che senza eccessive pretese compie la svolta. In poche settimane il cd è alla vetta di tutte le classifiche americane e inglesi. Il mondo riscoprì il punk, riscoprì “lo spirito” del punk. Quell’aria scazzata, disincantata, malinconica, adolescenziale della realtà. Quell’aria che grazie ad MTv che trasmetteva in continuazione i video di “Basket Case”, “Longview”, “When I come around” e “Welcome to paradise”, colpì gli adolescenti di tutto il mondo. Nelle canzoni non cèra nulla di grunge, nulla dello stile Ramones , Sex Pistols o Clash, era un qualcosa di unico, qualcosa adatta al momento, qualcosa adatta agli adolescenti del decennio. Un punk con ritornelli poppeggianti, un punk diverso da canzone in canzone, testi aggressivi che vogliono uscire dalla realtà. Molto probabilmente molte band non esisterebbero neanche se quel cd non fosse stato inciso, se i Green Day non fossero mai nati, forse mi prenderete per pazzo ma è così. Anche io sono stato spinto a imparare a suonare la chitarra la batteria, il basso, da quel cd, da quelle canzoni inimitabili. Si inizia con un incazzatissima “Burnout” con ben tre assoli di batteria e stacchi eccezionali e neanche il tempo di finire di cantarla che parte l’intro di chitarra di “Having a blast” 4 power cord per una canzone fantastica, e ancora “Chump”,con la stessa ricetta che sembra non fermarsi quando inizia “Longview”, e quando inizia “Welcome to paradise” dove la creatività del bassista Mike Drint arriva al suo apice, poi i ritmi rallentano con “Pulling Teeth”, e nel bel mezzo delle tracce ecco che si sente un qualcosa che non può uscire dalle nostre menti, quel qualcosa che mi ha fatto amare i Green day, quella frase mezza urlata ad inizio brano: “Do you have the time to listen to me whine!”. Ebbene si, è “Basket case”, quei 3 minuti capaci di sfogare tutta la tua rabbia con quel giro di accordi. Poi c’è “She” canzone geniale che sembra iniziare con un bridge punk , basso, batteria e voce ad inizio canzone, unica. Poi ancora un pò di stile poppeggiante con “Sassafras roots”. E poi la ottima “When I come around”, susseguita da mille immagini x i fan della band. Il live/rissa di Fago a Woodstock o il video dove il trio semplicemente cammina con Billy Joe che canta con quell’aria da drogato tutto il pezzo. Poi “Coming Clean”, “Emenius Sleepus” e “In the end” molto cariche e coinvolgenti. Siamo giunti alla fine dove c’è “F.O.D”, altra canzone geniale metà acustica e riflessiva e metà carica, distorta e incazzatissima. La canzone e quindi il cd finisce con questa semplice frase: “telling you to fuck off and die….good night”
Stupendo, da comprare, da ascoltare, da collezionare,da tramandare.


Recensione di: Stefano Crispino guarda il myspace di Stefano

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